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Una buona notizia per tutti quelli che si apprestano a ristrutturare casa! La Legge di Bilancio 2020, di recente approvata dal consiglio dei Ministri, contempla la proroga del Bonus Mobili, insieme all’Ecobonus e al Bonus Ristrutturazioni, tutti inseriti nel contesto più ampio del Bonus Casa. Il Bonus Verde non è stato invece confermato (dunque niente più detrazioni al 36% per interventi su balconi, terrazzi e giardini), mentre il Sismabonus era stato già in precedenza prorogato fino al 2021.

Se dunque ti stai occupando dell’arredarmento casa o se l’hai già fatto, o se ancora hai tanti acquisti ancora da fare, sappi che grazie al Bonus Mobili, potrai ottenere detrazioni fiscali nel caso di acquisto per ristrutturazione casa. Il bonus mobili è attivo per tutto il 2019, ma salvo eventuali cambiamenti, la legge di bilancio 2020 lo ha esteso a tutto il 2020. Se hai dunque acquistato mobili ed elettrodomestici di classe A+ (con la sola eccezione previsti per i forni che possono essere di classe A), puoi chiedere una detrazione del 50% sulle spese sostenute per la ristrutturazione di un immobile. Il bonus mobili 2020 può essere richiesto per un massimo di spesa di 10 mila euro di spese effettuati (limite previsto per un’unica proprietà immobiliare) e detraibile sulla dichiarazione dei redditi in 10 rate annuali.

Cosa occorre per avere diritto al bonus mobili?

Iniziamo col dire che la condizione imprescindibile per usufruire del Bonus Mobili è la data di inizio dei lavori di ristrutturazione (dimostrabile da eventuali abilitazioni amministrative o dalla comunicazione preventiva all’Asl o, nel caso che non si necessiti di comunicazioni o abilitazioni, da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà), la quale deve essere precedente a quella relativa agli acquisti.

Puoi ottenere la detrazione indicando nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi persone fisiche) le spese sostenute.
Devi effettuare, o aver effettuato, i tuoi acquisti in modo tracciabile. Ciò significa che non devi considerare i pagamenti in contanti o tramite assegni bancari. I metodi di pagamento validi sono dunque quelli fatti con carta di credito o debito, oltre che con bonifico dove siano regolarmente indicati i dati del beneficiario e la causale del versamento. In questo caso non è necessario utilizzare quello predisposto da banche e Poste S.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia.
Puoi ottenere la detrazione anche se hai fatto un finanziamento a rate, a patto che la società erogante paghi quanto dovuto con le modalità prima illustrate e il contribuente disponga di una copia della ricevuta del pagamento. Lo stesso vale per il pagamento delle spese di trasporto e montaggio dei mobili.

Quali mobili sono interessati dal Bonus?


Letti, armadi, materassi, divani, poltrone, tavoli, sedie, mensole, scrivanie, librerie, cassettiere, mobili per il bagno e strutture d’illuminazione. Sono esclusi pavimenti, porte, tendaggi e complementi d’arredo.

Il 2020 prevede una novità anche riguardo agli elettrodomestici: se infatti scegli degli apparecchi ad alto efficientamento energetico, previa comunicazione all’Enea degli estremi dell’acquisto, potrai godere delle stesse detrazioni. Gli elettrodomestici contemplati sono: lavatrici, frigoriferi, congelatori, forni, lavastoviglie, apparecchi elettrici di riscaldamento, ventilatori elettrici.

Anche se hai sostituito la caldaia, poiché rientra tra gli interventi di “manutenzione straordinaria”, hai diritto al Bonus, purché però ti abbia effettuato un passaggio ad una soluzione con maggior risparmio energetico.

Quali sono i documenti da conservare?

Ovviamente, per godere del Bonus Mobili, devi conservare tutti i documenti atti a dimostrare gli acquisti effettuati, e nello specifico:
– ricevuta del bonifico;
– ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito; anche eventualmente sms ricevuto);
– stampa dello storico di addebito sul conto corrente;
– fatture acquisti, dove siano riportate natura e quantità di beni e servizi acquistati.
Hai solo lo scontrino? Non preoccuparti!
Lo scontrino con codice fiscale dell’acquirente e dove siano indicati natura e quantità dei beni acquistati, equivale alla fattura. Se manca il codice fiscale, basta che la natura e la quantità dei beni acquistati siano riconducibili al proprietario della carta su corrispondenza con i dati d’acquisto (esercente, importo, data e ora).

Infine, se hai acquistato mobili all’estero, pagando con carta di credito o debito e ricevendo regolare fattura, puoi aver diritto alle detrazioni fiscali: devi solo avere la documentazione richiesta dalla legge e adempire a tutte le direttive inerenti gli acquisti effettuati in Italia.